Marta Grasso

NOME: Marta Grasso
CITTÀ: Treviso
CORSO: Canto AFAM
ANNO DI NASCITA: 2000

DA QUANTO TEMPO SUONI?
Il canto mi accompagna da quando ero piccola. È stato fin da subito il metodo comunicativo che ho scelto di utilizzare: immediato ed empatico. Ricordo col sorriso i miei fratelli che cercavano di zittirmi perchè io cantavo sempre, nella mia cameretta, sotto la doccia, davanti agli amici di famiglia. Mi divertiva esibirmi, tanto quanto mi entusiasma ora. 

TI RICORDI IL GIORNO IN CUI HAI DECISO CHE AVRESTI VOLUTO OCCUPARTI DI MUSICA?
Ho deciso che avrei voluto occuparmi di musica mentre vivevo a Washington DC, negli States. Con pochi soldi potevo andare a New York nei weekends e ogni volta che vedevo i billboards a Times Square sognavo di esserci io proitettata, tanto da essermi tatuata sul braccio “lotta fino ad arrivare agli schermi di New York”, ovviamente in lingua inglese. Scrivevo le prime canzoni piangendo come una pazza, capivo di poter raccontare intere storie in pochi minuti e che le forza della parola era travolgente.

CHI TI HA ISPIRATO?
L’ispirazione viene dalla maestra Gioia delle elementari. Durante le recite, mi assegnava le parti meno ambite perchè più difficili: voleva fossi la Strega Cattiva di Biancaneve, diceva che solo io avrei potuto ricoprire quel ruolo, senza imbarazzarmi dei giudizi altrui. La sua spinta ha stimolato la mia autostima, ho capito che non mi faceva paura il palco e che mi divertivano le espressioni artistiche.  

L’ULTIMO CANTANTE CHE TI HA COLPITO?
Sono rimasta scossa ascoltando le canzoni di Yebba ed una in particolare, “My mind”, mi ha commossa. Mi ritrovo nel testo, mi colpiscono l’espressività e la potenza vocale, il modo diretto di comunicare le emozioni, senza alcun velo. 

3 CANTANTI O GRUPPI PREFERITI
La scelta di soli tre cantanti è complicata. Crescendo, ho spaziato fra molti generi musicali completamente diversi fra loro: R&B, pop, soul, rock, cantautorato italiano vecchia scuola. Ascolto di tutto, penso sia fondamentale arricchire il proprio patrimonio uditivo. Se dovessi scegliere i miei tre punti di riferimento, non potrei fare a meno della musica di Mina, Adele e Whitney Houston. 

HAI UNA BAND O SUONI DA SOLO?
Canto da sola, vorrei creare una band al più presto. Collaborare con persone che ti sostengono e il cui obiettivo corrisponde al tuo è una grande soddisfazione e motivo di arricchimento. 

PREFERISCI LAVORARE IN STUDIO O ESIBIRTI SU UN PALCO?
Il lavoro in studio è d’obbligo prima di un’esibizione davanti al pubblico. Lo studio insegna, è grazie alla sinergia col producer e coi fonici che capisci come arrivare alle persone che ti ascoltano. Io in studio mi diverto, adoro creare un clima gioioso e rilassato, dove l’opinione di tutti i miei collaboratori conta. L’esibizione è il culmine della gioia. Da un anno a questa parte mi esibisco per le piazze di Milano come artista di strada e ciò mi permette di essere più disinvolta sul palco. Dalla relazione con chi mi ascolta, fatta di piccoli gesti, di sguardi e segni di approvazione, traggo grande nutrimento, oltre che continui insegnamenti. 

PERCHÉ HAI SCELTO PROPRIO IL CPM PER IL TUO PERCORSO?
Il CPM è l’istituto che ho scelto dopo un’attenta valutazione delle offerte formative. Si tratta di una scuola che, a differenza di altre, ti forma a 360 gradi. Ogni lezione è utile: dalle lezioni in varie formazioni (band, voce e chitarra, coro, per citarne alcune…) agli insegnamenti teorici e di formazione più tecnica. 

STUDI QUALCHE ALTRO STRUMENTO?
Quando avevo cinque anni, ho pregato i miei genitori di mandarmi a lezione di pianoforte. Non sapevo ancora leggere la musica; ad ogni nota corrispondeva un colore, abbinato allo smalto sulle mie unghie. Ero una bambina molto curiosa, volevo provare tutti gli strumenti. Alle medie, al corso musicale, ho suonato per tre anni il flauto traverso e nel tempo libero prendevo lezioni di chitarra. Risultato? Non so suonare niente davvero a regola d’arte. 

SONO NATI PROGETTI/COLLABORAZIONI AL CPM?
Il CPM è una grande rete per le connessioni tra musicisti. Attualmente lavoro con Carloalberto Viani, studente di Writing&Production, che crea la musica, arrangiando le basi. Le mie compagne di corso, le gemelle Isabella e Letizia, in arte Calìa, mi fanno i cori. Patrik Adam, fonico, registra i miei pezzi e si occupa di mix e master. 

COSA CONSIGLIERESTI A CHI STA PER APPROCCIARSI A QUESTO MONDO?
Il mio consiglio più sincero è quello di essere determinati in ogni scelta. Le porte che vengono sbattute in faccia sono inevitabili, eppure non bisogna darsi per vinti. Con lo studio, l’impegno e la forza di volontà i risultati prima o poi arrivano. Mai mollare! 

PROGETTI PER IL FUTURO?
Il mio progetto principale per il futuro è cantare e farmi conoscere dal grande pubblico. Sto lavorando a nuovi pezzi per arricchire il mio repertorio. 

LA DOMANDA CHE NON TI ABBIAMO FATTO, MA ALLA QUALE AVRESTI VOLUTO RISPONDERE?
La domanda che mi farei è “Quale esperienza, ritieni necessaria a corredo della formazione universitaria?”. Il mio consiglio è di viaggiare e di fare più esperienze possibili, di non tirarsi indietro quando qualcosa è nuovo e un po’ ci spaventa. La contaminazione con culture e luoghi diversi da quelli usuali, è fonte di conoscenza, ispirazione e grande apertura mentale.  

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