Francesca Aureli

NOME: Francesca Aureli 
CITTÀ: Urbino
CORSO: Canto AFAM
ANNO DI NASCITA: 2002

DA QUANTO TEMPO SUONI?
Ho iniziato a frequentare una scuola di canto solo all’età di 12 anni, ormai sono 8 anni che studio ma canto da quando ero piccolissima.

TI RICORDI IL GIORNO IN CUI HAI DECISO CHE AVRESTI VOLUTO OCCUPARTI DI MUSICA?
Sinceramente no, la musica mi accompagna sin da quando ero bambina. Quando a scuola mi chiedevano “cosa vuoi fare da grande?” io rispondevo: la cantante. Negli anni la risposta non è cambiata, ma ovviamente crescendo ho preso consapevolezza e mi sto impegnando per un bel progetto.

CHI TI HA ISPIRATO?
Essendo che non ascolto un genere ben preciso ma molteplici è anche complicato trovare dei riferimenti.Pensandoci su direi che il cantautorato e il rap italiano mi hanno aiutata un sacco nella scrittura, l’accoppiata Mogol-Battisti e Nayt in particolare. A livello di genere e produzioni Elodie e Annalisa mi ispirano continuamente.

L’ULTIMO CANTANTE CHE TI HA COLPITO?
Sicuramente Harry Styles, con l’ultimo album è riuscito a portare qualcosa di relativamente nuovo e moderno ma senza snaturarsi. In questo periodo è in tour e mi è piaciuto tanto vedere come gestisce la voce sul palco e come si muove.

3 CANTANTI O GRUPPI PREFERITI
5 Seconds of Summer, Nayt, Yungblud.

HAI UNA BAND O SUONI DA SOLO?
Da sola. Creo e porto in scena come Aure. Ho scelto questo nome d’arte, sì dal mio cognome, ma anche per ricordare da dove vengo: era il soprannome che mio fratello aveva durante l’adolescenza ed essendo lui per me un grande punto di riferimento ho deciso di appropriarmene senza il suo consenso. Inoltre è come avere la mia famiglia sempre con me a sostenermi, indipendentemente dalla distanza. I primi tempi a Milano sono stati duri e nei momenti di down mi ripetevo “ricordati chi sei”. Aure non è un’alter-ego, tantomeno un progetto, Aure sono io, così come mi conoscono tutti, ho tanti progetti in mente e tanta voglia di fare.

PREFERISCI LAVORARE IN STUDIO O ESIBIRTI SU UN PALCO?
Forse esibirmi, penso che arrivi più velocemente il messaggio agli ascoltatori, inoltre si percepisce di più l’energia. Ovviamente sono due cose che vanno insieme, amo lavorare in studio, entrambi danno delle vibes diverse: in studio mi concentro di più, sul palco tiro fuori un lato più emotivo o wild, dipende dal pezzo.

PERCHÉ HAI SCELTO PROPRIO IL CPM PER IL TUO PERCORSO?
Ho conosciuto il CPM in quarta superiore per la partnership che ha con Area Sanremo, Avevano messo a disposizione delle masterclass online e mi avevano stupito i professori, così incuriosita ho visitato il sito e ho deciso che era il percorso giusto per me, che volevo dedicarmi senza distrazioni alla musica 24/7.

STUDI QUALCHE ALTRO STRUMENTO?
Ho iniziato con il pianoforte qui al CPM e lo suono proprio male, ma ci sto lavorando.

SONO NATI PROGETTI/COLLABORAZIONI AL CPM?
Per ora no, ma mi aspetta un percorso ancora lungo, ho collaborato con dei miei compagni con cui abbiamo messo su una band per il concerto di Natale ma per vari disguidi tra di noi abbiamo deciso di limitarci a quell’unica esibizione.

COSA CONSIGLIERESTI A CHI STA PER APPROCCIARSI A QUESTO MONDO?
Devono sicuramente resistere e non buttarsi giù, ci saranno un sacco di traguardi ma tante delusioni, inoltre bisogna lavorare tanto tanto per avere dei buoni risultati, soprattutto perché siamo in tanti a voler intraprendere una carriera musicale.

PROGETTI PER IL FUTURO?
Sto lavorando ad un EP di 5 pezzi, di cui due singoli usciti recentemente, ovvero “tutto nero” e “cenere sottile”. L’EP è sperimentale, tutti i brani sono relativamente diversi tra loro. Le produzioni sono di Cosmophonix Production e i testi sono una collaborazione tra me e l’autore Stefano Paviani.

LA DOMANDA CHE NON TI ABBIAMO FATTO, MA ALLA QUALE AVRESTI VOLUTO RISPONDERE? 
“Con chi vorresti fare un feat?”
risposta: “Nayt o Ernia per quanto riguarda l’Italia, Charlie Puth o Lewis Capaldi internazionali”

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